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Targhe non conformi, o alterate: come comportarsi

 

In merito alla circolazione stradale molti sono gli argomenti da trattare e le problematiche, una di queste è rappresentata dalla targa alterata o non conforme.

La targa ha lo scopo principale di consentire la corretta identificazione del veicolo e del relativo proprietario soprattutto se esso si rende responsabile d’infrazioni al codice della strada. L’ordinamento italiano parla della targa come dell’impronta autentificatici o certificatrice di un veicolo, che è rilasciata dall’autorità competente con sigillo dello Stato in seguito ad un iter, svolto per l’immatricolazione del mezzo. Una volta terminato questo iter il veicolo sarà dotato di una Carta di Circolazione e delle due targhe d’immatricolazione con elementi rifrangenti.

L’articolo 100 del codice della strada disciplina quest’argomento, indicando che tutti i veicoli devono essere muniti di targa nella parte anteriore e in quella posteriore. Per ottenerle il proprietario del veicolo dovrà presentare un modulo disponibile presso la Motorizzazione a uno sportello telematico dell’automobilista. Sarà compito dell’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato produrle su un supporto metallico in lamiera di alluminio ricoperto da pellicola retroriflettente. Il formato delle targhe dei Paesi dell’Unione Europea è costituito da una banda blu sulla sinistra della targa, nella quale è riprodotta la bandiera europea a 12 stelle insieme alla sigla automobilistica dello Stato in cui il veicolo è immatricolato.

Chi lavora in una carrozzeria o in un’officina o in centro di revisione vede ogni giorno veicoli che hanno diverse esigenze di manutenzione e/o riparazione che non possono essere fatte personalmente dal proprietario ma ci si deve rivolgere a personale competente in materia. Il lavoro di chi si occupa della riparazione è abbastanza complesso perché prima di tutto deve spiegare perché è opportuno che faccia queste riparazioni e come saranno fatte, al fine di ripristinare i difetti e le alterazioni per la rimessa in sicurezza.

Nonostante questo molte volte i proprietari dei veicoli per risparmiare tempo e denaro fanno i cosiddetti interventi fai da te come sistemare l’alloggiamento di una delle due targhe o interventi che causano alterazione dei caratteri alfanumerici o addirittura la contraffazione e la falsificazione. Quest’ultimo caso però non è da prendere alla leggera perché provoca ripercussioni sia in ambito civile sia soprattutto in quello penale.

Con l’introduzione degli autovelox e tutor, utilizzati come sistemi di controllo, ma non solo per la velocità, vi sono molti più casi di alterazioni e falsificazioni per sfuggire alle sanzioni; come ad esempio modificare la lettera C per farla apparire come una G o addirittura rendere illeggibile una parte della targa. In ogni caso tali sistemi di controllo individuano ugualmente il trasgressore perché la targa così modificata non è riconosciuta.

Se ci chiediamo quando e necessaria la reimmatricolazione del veicolo e la relativa sostituzione di una o entrambe le targhe? La risposta è quando non si riesce a identificare il proprietario del mezzo in questione.

Invece nel caso di targa difettosa, il proprietario dovrà consegnarla all’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile, che la invierà all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; se dopo un attento esame, la targa sarà ritenuta difettosa per fabbricazione, rimedierà stamparne una copia che restituisce al proprietario senza costi per lo stesso.

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